Sin dal 1983 abita gli spazi del Pastificio Cerere dove si stabiliscono in seguito anche Bruno Ceccobelli; Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella e Marco Tirelli.
A questi artisti, insieme a Domenico Bianchi, Achille Bonito Oliva nel 1984 dedica la mostra “Ateliers”. Nel 1981, la sua prima personale presentata presso la Galleria Spazia di Bolzano seguita da altre due personali nel 1984 alla galleria l’Attico, nella mostra che segna l’inizio di una intensa collaborazione con il gallerista Fabio Sargentini, e nel 1985 nella Galleria di Annina Nosei a New York. Nella seconda metà degli anni ottanta appaiono le prime opere di legno e piombo. Con queste opere Talismano, Meterora e Odissea espone alla LXII Biennale di Venezia nella sezione “Aperto ‘86” in occasione della quale vince il Premio 2000 conferito al Migliore Giovane Artista. Numerose le mostre a lui dedicate: nel 1988 presso le gallerie Triebold a Basilea, Di Meo a Parigi, e Bagnai a Siena nel 1989, allo studio Cannaviello a Milano nel 1990, alla Galleria dell’Oca a Roma nel 1991. Tra le collettive “ La Nouvelle Biennale de Paris”, “L’Italie aujourd’hui” al Centre National d’art Contemporain di Nizza, la VI Biennale di Sydney nel 1986, “Los Nuevos Romanos” a Santiago di Compostela e a Madrid, “Prospekt ‘89” a Francoforte nel 1989. Al 1994 risale la sua prima personale in Giappone alla Kodama Gallery di Osaka.Nel 1995 vince il Prize for Excellence alla seconda edizione della Biennale di Fujisankei.
Il 2000 si apre con una mostra alla Galleria Fumagalli di Bergamo in cui viene pubblicato un libro dedicato al lavoro di un ventennio. La sua più recente mostra antologica è stata allestita al Macro a Roma, nel 2005 a cura di Danilo Eccher.
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